In Italia più di un milione di bambini vivono in povertà assoluta

Allarme povertà tra i bambini e i ragazzi in Italia.

Sono più di un milione i bambini e gli adolescenti che vivono in povertà economica assoluta: quasi una famiglia italiana su dieci. In 10 anni, dal 2006 al 2016, l’incidenza della povertà assoluta tra le famiglie con almeno un minore triplica, passando dal 2,8% all’8,4%.

I minori sono maggiormente a rischio povertà rispetto agli adulti, con un 10% in più. Al Nord e al Centro la percentuale di bambini in povertà relativa è di poco inferiore al 15% (12,2% e 13,4%). Al Sud raggiunge quasi il 30%.

L’Italia è il Paese dove c’è un alto numero di persone che non hanno una dimora, o che la perde, è in continuo aumento. Una popolazione invisibile che vive in strada, della quale forse nemmeno ci accorgiamo, se non quando i fatti di cronaca ce lo ricordano. Eppure ci sono, gli invisibili, nelle grandi città così come nelle piccole, nei centri storici così come nelle periferie. E la crisi economica, la perdita dei posti di lavoro, la rottura di legami e modelli famigliari, non fa che aumentare questo fenomeno, mentre le politiche di sussidio e di inclusione sociale, in quanto tali, sono incapaci di arginarlo. Ma chi sono i senza casa? Quali i nuovi volti di una vecchia povertà?

Possono avere differenti nomi: senza tetto, homeless, senza fissa dimora, clochard, esclusi, barboni. Non hanno una casa nel senso fisico del termine, ma possiamo anche dire che non hanno un ambiente di vita idoneo per poter sviluppare delle relazioni affettive. Possiamo anche immaginarci individui che per scelta di vita abbandonano ogni convenzione sociale e si pongono volontariamente ai margini. O ancora possiamo pensare ad individui che sono vittime della crisi economica e del sistema sociale.
Qualunque sia la definizione che vogliamo dare, si tratta di veri e propri ‘invisibili’.

city-1234565_1280Si tratta prevalentemente di uomini nella parte centrale della loro vita (l’età media è di 41,2 anni e il 46 per cento della
popolazione censita ha tra i 25 e i 44 anni), con un aumento degli immigrati, così come degli individui che dichiarano di essere sposati o di avere un partner. Sono individui con un livello di istruzione medio alto. Il 30% ha ricevuto sussidi finanziari, dei quali il 19% dal pubblico, ma gli stranieri non riescono ad accedervi. Girano ‘portandosi dietro’ la loro ‘misera ricchezza’, fatta di poche cose e stracci impilati su carrelli, o infilati in borsoni, spesso accompagnandosi con animali da compagnia, cani soprattutto. E li vedi girare per le strade, per la città, alla ricerca di quei servizi essenziali messi a disposizione: da una parte la mensa, dall’altra la doccia, da un’altra ancora il riparo dal freddo.

Tra le cause principali del fenomeno, vi è la perdita del lavoro, oppure la rottura di relazioni famigliari (divorzio ma anche la perdita di un coniuge o di un figlio), la dipendenza da droga e alcool, l’uscita dal carcere.

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