30 anni della Convenzione sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza

I 30 anni della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza e la lettera del Direttore generale dell’UNICEF

“Il senso morale di una società si misura su ciò che fa per i suoi bambini.”
Dietrich Bonhoeffer

Ci sono voluti molti anni per arrivare ad avere un documento, con valore di legge, che tutelasse i diritti di bambini e ragazzi, e non c’è dubbio che ci sia ancora molto da fare e che sempre ci sarà. Basta guardarsi intorno, leggere le notizie di cronaca o ascoltare un notiziario, per accorgersi che siamo lontani dal garantire ai bambini in ogni parte del mondo un futuro in cui sentirsi al sicuro, e ancor prima un presente.

Tra poco più di una settimana, però, la Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza compirà 30 anni ed è un bene ricordarlo e riflettere su quanto è stato fatto dal 20 novembre 1989 a oggi e quali sfide ancora ci attendono.

Cenni storici

Il cammino fatto per raggiungere il traguardo di essere riconosciuta e ratificata come convenzione ha richiesto anni. Prima del 1989, infatti, si era sempre e solo parlato di dichiarazioni.

Al 1924 risale la prima dichiarazione dei diritti del fanciullo, nota come Dichiarazione di Ginevra, da cui prese avvio il percorso che si concluse nella ratifica della convenzione. Nel 1948 è la volta della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, e nel 1959 arriva la Dichiarazione sui Diritti del Bambino. Occorre arrivare all’89 affinché la Commissione delle Nazioni Unite per i Diritti dell’Uomo adotti, senza nessun voto contrario, la Convezione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.

Nel gennaio del 1990, durante la cerimonia ufficiale tenutasi a New York, furono ben 61 i paesi che la firmarono.

Cos’è una convenzione?

Le convenzioni sono strumenti di hard law – come leggi, regolamenti, ecc. –, dunque legalmente vincolanti.

Ratificando una convenzione gli stati aderenti sottoscrivono un accordo internazionale e hanno l’obbligo di rispettarne le disposizioni.

Nello specifico la normativa della Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia dichiara che gli stati aderenti alla ratifica non devono adottare altre legislazioni né modificare le norme nazionali che siano in conflitto con quelle promulgate in essa. È di natura auto-esecutiva, il che permette ai cittadini di far valere in un tribunale nazionale i diritti da essa garantiti. Gli stati aderenti, inoltre, devono redigere un rapporto in cui espongono al Comitato sui Diritti dell’Infanzia i provvedimenti che hanno adottato per rendere attuativi i principi sanciti dalla Convenzione.

La convenzione sui diritti dell’infanzia oggi

A 30 anni di distanza possiamo affermare che la Convezione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza è il trattato in materia di diritti umani che ha raggiunto il maggior numero di ratifiche. Sono ben 196 gli Stati che hanno sottoscritto l’accordo, l’Italia si unì nel 1991, e si adoperano per il rispetto che dei diritti che sancisce. Questo documento decreta che tutti i bambini del mondo sono titolari di diritti sociali, civili, economici e culturali.

Cinquantaquattro articoli compongono il testo della Convenzione, con l’aggiunta di protocolli opzionali su argomenti specifici (bambini in guerra, sfruttamento sessuale, procedure di reclamo), mentre quattro sono i principi fondamentali su cui si basa:

  • non discriminazione;
  • superiore interesse;
  • diritto alla vita, alla sopravvivenza e allo sviluppo del bambino e dell’adolescente;
  • ascolto delle opinioni del minore.

Lettera aperta del Direttore generale dell’UNICEF, Henrietta Fore

Nella Convenzione può essere riconosciuto lo strumento che guida le azioni e i programmi portati avanti dall’UNICEF in tutto il mondo, e in occasione del trentennale il Direttore generale dell’UNICEF, Henrietta Fore, ha dedicato una lettera aperta alle bambine e ai bambini di tutto il mondo.

Diciotto pagine, nella traduzione italiana, cariche di concetti importanti, di preoccupazioni, ma anche di fiducia nei giovani che stanno crescendo. Il testo si articola in otto punti indagati attraverso due lenti, quella della preoccupazione e quella della speranza.

Prima di iniziare il suo lungo discorso, la Fore esorta i figli di questo tempo a impegnarsi affinché ciò in cui si è creduto 30 anni fa possa portare nei prossimi 30 a ulteriori miglioramenti e vittorie:

“E la vostra generazione, quella dei bambini di oggi, si trova ad affrontare una serie di sfide e cambiamenti globali che erano inimmaginabili per i vostri genitori. Il nostro clima sta cambiando oltre la nostra immaginazione. Le disuguaglianze si stanno approfondendo. La tecnologia sta trasformando il modo in cui percepiamo il mondo. Più famiglie che mai stanno migrando. L’infanzia è cambiata, e dobbiamo cambiare i nostri approcci insieme ad essa.”

Leggetela tutta perché non è solo interessante e commovente, ma offre molti spunti di riflessione che sono il motore per il cambiamento che dobbiamo attuare.

(Fonte: Unicef)

Elisa Pizza

Web content editor & Founder at Vivendo a Piedi Nudi
Fotografo. Scrivo. Navigo. | Nomade inside. | Social addicted. | Adoro i vecchi borghi.
Elisa Pizza
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