5x1000

5×1000: facciamo chiarezza su cos’è e come funziona

Parlare di soldi è spesso sgradevole, specie se questi appartengono alle tasse che ogni contribuente deve pagare allo Stato. Se ci si aggiunge tanta disinformazione in materia è evidente che il risultato non è certo dei migliori. Vediamo quindi di chiarire cos’è il celebre 5×1000 (da non confondere con l’8×1000), come funziona, a chi può essere destinato e, soprattutto, di quali soldi stiamo parlando. Per affrontare con completezza d’informazione questo argomento avremo bisogno di parlare innanzitutto di IRPEF. Ed è da qui, quindi, che vogliamo iniziare.

Cos’è l’IRPEF

Non si può capire il 5×1000 senza comprendere da dove vengono “presi” questi soldi. Ed è quindi doveroso parlare dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, l’IRPEF appunto. Si tratta di un’imposta diretta personale che si calcola sui redditi con diverse aliquote in rapporto all’ammontare dei redditi stessi. Motivo per cui l’IRPEF si definisce come una tassa progressiva. I redditi sui quali si calcola l’IRPEF sono: lavoro autonomo, lavoro dipendente, redditi fondiari, di capitale, di impresa e redditi diversi. La materia, come le altre di natura fiscale, è più complessa in quanto bisognerebbe parlare anche di base imponibile, oneri deducibili, redditi esclusi, eccetera.

Per essere il più sintetici possibili possiamo così riassumere: chiunque percepisca uno dei redditi sopra menzionati deve pagare una tassa, l’IRPEF appunto. Tale tassa aumenta con l’aumentare dei redditi percepiti. Il 5×1000, quindi, viene calcolato e prelevato su quella tassa, non altrove.

Il 5×1000

La legge 147 del 27 dicembre 2013 ha introdotto il 5×1000, ovvero la possibilità (non è un obbligo) che parte dell’IRPEF venga destinata a, come definito dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, “soggetti che operano in settori di riconosciuto interesse pubblico per finalità di utilità sociale”. Questo significa che il 5×1000:

  • non è una tassa aggiuntiva;
  • l’importo dell’IRPEF rimane quello, a prescindere dalla volontà di destinare il 5×1000;
  • ha un’utilità sociale.

Il 5×1000 può quindi essere destinato a enti di volontariato (ONLUS, associazioni di promozione sociale, associazioni e fondazioni che operano senza finalità di lucro) o soggetti operanti nei seguenti settori: ricerca scientifica e universitaria, ricerca sanitaria, politiche sociali perseguite dai Comuni, attività sportive a carattere dilettantistico e attività di tutela, promozione e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici.

Come donare il 5×1000

La procedura è molto semplice ed è legata alla dichiarazione dei redditi o alla Certificazione Unica (CU). In tutti i moduli (730, Unico, eccetera) è presente una sezione intitolata proprio “Scelta per la destinazione del cinque per mille dell’IRPEF). In questa sezione bisogna inserire il Codice Fiscale dell’Ente per il quale si è deciso di destinare lo 0.05% della propria IRPEF e firmare nella riga sottostante. Chi si affida a CAF, Patronati, uffici dedicati o commercialisti abilitati, possono inoltrare a loro il modello debitamente compilato e firmato. In alternativa si può consegnare, in maniera completamente gratuita, questo modulo presso un qualsiasi ufficio postale.

Ogni anno (indicativamente verso i mesi di aprile e maggio) viene pubblicato un elenco di tutti i soggetti che possono beneficiare del 5×1000. Questo perché, per tutti i settori per i quali è previsto, è necessario essere in possesso di determinati requisiti per poter ricevere questo incentivo.

L’8xmille

La confusione intorno al 5×1000 è spesso legata alla poca chiarezza percepita anche intorno all’8×1000, tanto che entrambe vengono erroneamente considerate come tasse aggiuntive. In entrambi i casi si tratta di una percentuale prelevata su imposte che già bisogna pagare; decidere di destinare l’8×1000 o il 5×1000 non aumenta l’importo delle tasse. Tra 5×1000 e 8×1000 ci sono due sostanziali differenze:

  • soggetti beneficiari;
  • destinazione fondi non assegnati.

L’8×1000 è principalmente destinato al supporto delle confessioni religiose. Non solo la Chiesa Cattolica, ma anche altre realtà religiose, tanto che al 2016 complessivamente sono dodici le possibilità di scelta. Nel 5×1000 la quota dei contribuenti che non viene destinata ad alcun ente rimane allo Stato. Nel caso dell’8×1000, invece, le quote non espresse vengono suddivise tra tutti gli enti in proporzione a quanto hanno già ricevuto.

Perché donare il 5×1000

Innanzitutto perché è una donazione che non chiede l’esborso di altro denaro. Ogni anno ogni cittadino versa allo Stato delle tasse; il 5×1000 viene preso da queste, non da altri fondi. È quindi un modo di aiutare senza gravare ulteriormente sulle proprie finanze. Inoltre perché lo scopo per cui il 5×1000 è stato istituito (il supporto a realtà che operano per fini di utilità sociale) è quanto di più vitale e urgente per un Paese. Il denaro è fondamentale per supportare tantissime attività, ma molte di queste non si curano o risolvono solamente con il denaro. Questo spesso è il ruolo delle ONLUS e delle associazioni di volontariato che ricevono energia dal 5×1000 e possono in questo modo aiutare chi ha bisogno di attenzioni, vicinanza e solidarietà che nessuna somma di denaro potrà mai trasmettere.

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