Ti racconto una storia ABIO L'Aquila

Bambini in ospedale: volontariato e Coronavirus

La diffusione del contagio e le misure restrittive adottate dal Governo per limitarla stanno condizionando tutto il nostro Paese. In modo particolare anche tutte quelle associazioni di volontariato che già normalmente operano a contatto con situazioni di emergenza. Un’attenzione particolare la vogliamo dedicare ai bambini in ospedale e per farlo abbiamo avuto il piacere di intervistare Samantha Reale, Presidente di ABIO L’Aquila, associazione dedicata proprio a questo scopo.

Per la nostra rubrica Ti racconto una storia abbiamo chiesto a Samantha di farci conoscere il mondo ABIO, soprattutto quello della loro sezione locale, parlandoci della loro storia, delle attività che seguono e delle conseguenze che questa emergenza sanitaria ha provocato sul loro lavoro.

La storia

Samantha, cos’è propriamente ABIO L’Aquila?

«ABIO è l’Associazione per il Bambino in Ospedale che dal 1978 è al fianco dei bambini, degli adolescenti e dei loro genitori. Nasce nel 1978 da un piccolo gruppo di persone che accoglie l’appello di Giuseppe Zaffaroni, primario di chirurgia infantile presso il padiglione “Alfieri” dell’Ospedale Maggiore Policlinico di Milano e sceglie di dedicare il suo tempo per i bambini ricoverati in ospedale. Negli anni il volontariato ABIO cresce, nella qualità e nella quantità: vengono organizzati i primi corsi di formazione, nascono nuove Associazioni ABIO»

Nasce, quindi, anche la sede territoriale de L’Aquila.

« ABIO L’Aquila è nata il 4 ottobre 2004 e dal 2006 diventa sede autonoma. Da quel giorno ha operato senza sosta nel reparto di pediatria del San Salvatore dell’Aquila, dal 2010, anno di realizzazione, anche nel Pronto Soccorso Pediatrico e da quasi un anno nel reparto di Neuropsichiatria Infantile. Oggi ABIO conta più di 5.000 volontari presenti in oltre 200 reparti di pediatria, riuniti in 61 Associazioni ABIO presenti in tutta Italia»

Più di quarant’anni di attività; cosa resta di questo grande lavoro decennale?

«Di quei primi anni resta l’idea che sia necessario offrire al bambino, ma anche all’adolescente e ai suoi genitori, un ospedale vicino ai suoi bisogni, che oltre a curarlo si “prenda cura” di lui. E prendersi cura, per ABIO significa sempre gioco, ambiente accogliente, ascolto, sorriso»

Le attività

Com’è strutturata e articolata la vostra attività in ospedale?

«ABIO è formazione, che garantisce un servizio costante e qualificato, è sale gioco e ambienti a misura di bambino realizzati negli ospedali di tutta Italia. Inoltre lo scopo della nostra associazione è anche quello di tutelare i diritti dei bambini e degli adolescenti in ospedale. La nostra missione è quella di portare il sorriso dove c’è la malattia ed essere vicino ai genitori, ai bambini, agli adolescenti in un momento così difficile»

Qual è, invece, il ruolo dei volontari?

«I volontari portano ogni giorno in ospedale il loro impegno e la loro presenza, offrendo un’occasione di gioco e un sorriso ai piccoli ricoverati e un sostegno alle loro famiglie in un momento delicato e difficile come quello di un ricovero, di una visita ambulatoriale o di una consulenza in pronto soccorso»

Volontari debitamente formati non solo a stare con i bambini, ma anche a vivere il dramma quotidiano delle loro famiglie, del dolore di malattie a volte incurabili o drammatiche. Un’attività non sempre sostenibile da tutti e che deve essere guidata e supportata, anche per essere di supporto e mai di intralcio al lavoro dei medici e degli operatori sanitari presenti nelle strutture ospedaliere raggiunte da ABIO.

Le criticità del momento

Arriviamo quindi ai giorni nostri, a un’emergenza sanitaria non solo locale, ma anche nazionale e internazionale. Un’emergenza che per la città de L’Aquila, ci ha raccontato Samantha, è arrivata nel momento in cui la comunità locale stava ripartendo e superando lo shock e le difficoltà del terribile terremoto del 2009. Samantha, cos’ha significato per voi l’emergenza Coronavirus?

«Operando in ospedale abbiamo sospeso i turni già dal 25-26 febbraio, quando le misure non erano ancora così stringenti. Lo abbiamo fatto sia per tutelare i nostri volontari che per tutelare le persone con cui venivamo in contatto. Per questo Fondazione ABIO, al fine di contenere la diffusione del Corona Virus che provoca la Covid 19, ha indicato a tutte le Associazioni ABIO in Italia di sospendere in via prudenziale il servizio di volontariato, e di attenersi scrupolosamente alle indicazioni ricevute dalle Direzioni Sanitarie degli Ospedali, oltre a quanto indicato a livello nazionale e regionale»

Non potendo entrare in ospedale, essendo anche molti reparti riconvertiti per la terapia intensiva dei contagiati dal Coronaviru, come vi siete attivati?

«Nel frattempo, Fondazione ABIO ha voluto raccogliere tutte le iniziative creative realizzate dai volontari ABIO. Grazie alla loro fantasia sono stati creati e resi disponibili sui canali social contenuti speciali per sostenere con un pensiero tutti i bambini e le loro famiglie, soprattutto tutti quelli ancora costretti in ospedale. Lo scopo è continuare ad essere vicini, anche da remoto, regalando un momento di svago con tutorial per creare piccoli lavoretti, fiabe e filastrocche inventate e disegnate, indovinelli da risolvere, alfabeti speciali per inviare messaggi segreti, suggerimenti per semplici giochi da fare con i genitori.

Usando gli hashtag #ABIOanchedalontano e #ABIOadistanza troverete tutte le iniziative create e condivise sulle pagine Facebook e Instagram delle Associazioni ABIO e sulla pagina Facebook di Fondazione ABIO. Un modo semplice per far sentire che il Mondo ABIO c’è, anche a distanza»

Una fase di stallo i cui effetti sono difficili da prevedere. In attesa di indicazioni più precise da parte delle autorità competenti, come pensate di muovervi nelle prossime settimane?

«Consapevoli della delicatezza di questo momento e dell’importanza di agire a tutela di tutte le persone direttamente coinvolte, seguiremo con attenzione la situazione, auspicando che si possa arrivare quanto prima ad una ripresa del servizio»

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