Benessere infanzia

Benessere dell’infanzia: l’Italia è agli ultimi posti

Andare a scuola e imparare cose nuove.
Giocare con i propri amichetti.
Tornare a casa e vivere in un ambiente sereno.
Crescere in maniera sana.
Correre e divertirsi.
Passare il proprio tempo senza preoccupazioni.

Queste sono alcuni dei principali elementi che caratterizzano l’infanzia e che ognuno di noi vorrebbe continuare a vivere. Con il passare degli anni più o meno tutti ricordiamo quegli anni con un po’ di nostalgia, per una fase della vita che manca per la sua spensieratezza.

Per molti bambini e bambine tutto questo non è possibile.

La qualità dell‘infanzia in Italia

C’è un Rapporto UNICEF che fotografa una situazione piuttosto inquietante: l’Italia, tra i Paesi OCSE, è agli ultimi posti nei vari indicatori che rilevano il livello del benessere dell’infanzia. Il 17% dei bambini italiani vive al di sotto della soglia di povertà in quadro profondamente preoccupante per quel che riguarda il loro benessere e la loro crescita.

Le dimensioni del benessere infantile

Cosa si intende per benessere infantile? E come lo si misura? Sono cinque le dimensioni sulle quali si analizza la qualità dell’infanzia in un determinato Paese. E l’Italia configura sistematicamente quasi sempre negli ultimi posti. Sono cinque le dimensioni cui fa riferimento il rapporto dell’UNICEF e riguardano: il benessere materiale, il livello dell’istruzione, la sicurezza e il benessere, le condizioni ambientali e abitative e, infine, i comportamenti e i rischi.

Quando si pensa alla povertà infantile si ha spesso la tendenza ad associarla alle immagini dei bambini che chiedono l’elemosina sulle strade delle nostre città. La realtà è molto più articolata e la miseria economica e alimentare è solo una delle facce di questo fenomeno. Una situazione drammatica, soprattutto considerando che spesso risulta nascosta agli occhi di una certa superficialità, sia dei singoli che delle istituzioni.

Entrando nel merito del Rapporto sul benessere dell’infanzia, si scopre come più del 10% dei ragazzi tra i 15 e i 19 anni, vivono in uno stato di povertà educativa. Non vanno a scuola e non lavorano e la loro esistenza è destinata in un limbo dal quale diventa difficile anche solo immaginare di uscire.

Solo un bambino su 10 pratica sport e moltissimi iniziano da giovanissimi a fumare. La loro salute è a rischio anche perché i bambini italiani sono, tra i Paesi industrializzati, tra i primi a subire un livello maggiore di inquinamento atmosferico. Si vive male sia in casa che fuori, impedendo stroncando sul nascere qualsiasi forma di emancipazione, sociale e culturale.

Il diritto di essere bambini

Essere bambini non è una colpa. L’infanzia, la giovinezza, così come l’adolescenza, sono fasi delicatissime dell’esistenza, dove la moderna situazione socioeconomica mette i diritti personali seriamente a rischio. Sono serissimi i problemi di disparità, divergenza sociale, esclusione, isolamento, violenza ed emarginazione che i bambini si trovano a vivere quotidianamente. In un contesto sociale che non riesce del tutto a intercettarne le reali criticità.

È un fenomeno enorme le cui maggiori conseguenze devono ancora verificarsi e che anche per questo va costantemente monitorato e arginato. Sia con interventi educativi che con politiche sociali che permettano ai bambini, i nostri bambini, di vivere serenamente e dolcemente i primi anni delle loro vite.

HelPeople Foundation Onlus

Da oltre 25 anni assistiamo i bambini in Italia e nei Paesi dove il degrado socio-economico e culturale lo richiede. Ogni giorno, ci impegniamo con volontà e dedizione per donare loro un futuro più sereno.
HelPeople Foundation Onlus

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