Calendario e giornate internazionali: siamo prossimi al tutto esaurito

Calendario e giornate internazionali: siamo prossimi al tutto esaurito

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A guardarlo bene, oramai, il calendario è divenuto un incessante susseguirsi di giorni da ricordare, festeggiare e promuovere, e in alcuni di essi ricade ben più di una celebrazione. Si sta arrivando al punto di dedicarne uno a qualunque cosa, anche la più strampalata.

Le giornate internazionali, invece, dovrebbero essere sempre legate ad avvenimenti o temi di rilevanza globale e avere precisi obiettivi a fare da fondamento alla loro istituzione: sensibilizzare, divulgare e commemorare. E fu con questi scopi che nacquero le prime. Per quanto concerne la sensibilizzazione e la divulgazione, istituzioni e organizzazioni non governative vengono sollecitate a organizzare dibattiti e iniziative utili a diffondere informazioni, e le forze politiche vengono pungolate affinché prendano posizione su temi importanti, allocando risorse e mettendo in atto programmi di intervento su specifici problemi. La commemorazione, invece, è legata a conquiste che hanno fatto la storia in un determinato ambito o a eventi che non bisogna dimenticare per evitarne il ripetersi.

In altre parole, diffondono (o almeno dovrebbero farlo) consapevolezza al fine di stimolare cambiamenti e miglioramenti, a livello sociale e civile, di cui beneficiamo tutti.

Tra passato e futuro, come cambia il panorama

Le giornate internazionali esistono da prima che nascesse l’Organizzazione Mondiale delle Nazioni Unite. Quella della donna, ad esempio, risale addirittura agli inizi del ‘900 e fu celebrata negli Stati Uniti nel 1909, in alcuni paesi europei nel 1911 e in Italia nel 1922. La rivendicazione di diritti fondamentali diritti civili all’epoca negati, come quello di voto, era sentita come un’esigenza molto forte, ed era necessaria una ricorrenza che fungesse da “richiamo” e da “punto di ritrovo”, intorno a cui tutti si attivassero per porre le basi del futuro cambiamento.

Oggi, però, basta un hashtag su un social network per rendere virale un argomento, e così ci troviamo davanti a calendari pieni zeppi di qualunque cosa, rischiando di perdere di vista le date legate a interessi che riguardano tutta l’umanità. Parliamo di questioni come la tutela dei diritti umani, dei minori, dei migranti, l’alimentazione, la salute, la tutela dell’ambiente.

Abbiamo così tante giornate internazionali da ricordare e celebrare che, alla fine, il pericolo che si svuotino di senso è più reale di quanto immaginiamo. Già oggi ce ne sono diverse che, pur figurando tra le ricorrenze internazionali, non vengono celebrate perché di fatto non si organizzano eventi, manifestazioni o discussioni.

Le Nazioni Unite, le giornate internazionali e come nascono

Data l’importanza e il potenziale di questa tipologia di eventi, l’ONU e le agenzie speciali che ne fanno parte li accolsero e ne divennero promotori, e oggi ne contiamo oltre cento nel calendario delle Nazioni Unite. La maggior parte sono note solo agli addetti ai lavori, mentre altre sono più conosciute. Tra queste ultime, oltre la già citata giornata internazionale della donna, ricordiamo:

  • commemorazione delle vittime dell’olocausto (27 gennaio);
  • diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (20 novembre), che commemora l’approvazione della CRC di cui si è festeggiato il trentennale nel 2019;
  • eliminazione della violenza contro le donne (25 novembre);
  • diritti umani (10 dicembre), quest’anno ricorrerà il 70esimo anniversario e fu istituita per ricordare l’approvazione della Dichiarazione universale dei diritti umani.

Gli Stati Membri propongo all’Assemblea Generale, l’organo più rappresentativo delle Nazioni Unite, l’istituzione di queste giornate. Se la proposta ottiene il consenso, l’Assemblea ne sancisce l’ufficialità con una risoluzione in cui esprime le motivazioni che hanno portato all’adozione, mettendo in evidenza i fattori più critici e sui quali occorre agire con più urgenza.

I temi sono tutti legati ai campi d’azione dell’ONU:

  • il mantenimento della pace internazionale e della sicurezza;
  • l’avanzamento dello sviluppo sostenibile;
  • la difesa dei diritti umani;
  • la garanzia del diritto internazionale e gli interventi umanitari.

Anche le agenzie speciali dell’ONU possono introdurre delle giornate internazionali che facciano riferimento alla sfera di loro competenza, e in seguito vengono adottate dall’Assemblea Generale.

Le singole agenzie – UNESCO, UNICEF, FAO, OMS, solo per citarne alcune – riescono così a sollecitare l’interesse della collettività e alimentare discussioni su temi specifici come l’educazione, la salute, ma anche la proprietà intellettuale o la libertà di stampa.

Non solo giornate internazionali, ma anche settimane, anni e decenni

A tutto ciò si sommano poi le settimane, gli anni e i decenni internazionali. Anch’essi rappresentano un lasso di tempo dedicato a sensibilizzare e promuovere il confronto, sia da parte delle istituzioni che della società civile, su argomenti di rilevanza mondiale.

Ad arricchire il calendario ci sono, infine, le giornate nazionali. In Italia, ad esempio, il 5 febbraio abbiamo celebrato la 7^ giornata nazionale della Prevenzione dello Spreco Alimentare, istituita nel 2014 dal Ministero dell’Ambiente. Il senso di questa giornata è quello di coinvolgere e responsabilizzare i cittadini sul delicato tema dello spreco, informando anche sulle conseguenze negative che questo ha sull’ambiente e quindi su di noi.

Diverse sono state le iniziative e le campagne realizzate sia a livello istituzionale che da parte di enti, associazioni e privati. Ciò significa che l’interesse delle persone in merito è molto alta e l’esigenza di mobilitarsi per migliorare la situazione è fortemente sentita.

(Fonti: Business Insider Italia, United Nation)

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