Povertà: una sola parola, molte conseguenze

Povertà: una sola parola, molte conseguenze

Esseri poveri significa molto di più del non avere qualcosa da mangiare ogni giorno, acqua potabile per idratarsi o vestiti che proteggano dal freddo o dal sole. La vita in povertà è una condizione che, per noi nati dalla parte più fortunata del mondo, va ben oltre ciò che riusciamo e possiamo immaginare. La povertà estrema, quella di chi cercare di andare avanti con meno di 2 dollari al giorno, è un dramma che coinvolge ogni sfera della vita di una persona, quando non ne minaccia addirittura la sopravvivenza. E se pensiamo ai bambini, esseri piccoli, indifesi e vulnerabili, la povertà appare ancora più grave e terribile. Un male contro cui tutti dovremmo impegnarci a lottare per sconfiggerlo.

A vent’anni dall’inizio del nuovo millennio, se guardiamo indietro, possiamo constatare che i progressi compiuti durante i secoli sono enormi e spaziano in ogni ambito; nonostante ciò, l’essere umano non ha ancora trovato una soluzione vera ed efficace per debellare la piaga della povertà, e i bambini il cui futuro è a rischio sono ancora oggi moltissimi.

La piaga della povertà, specie nel Sud del mondo, colpisce ancora oggi troppi bambini

Oltre 1,2 miliardi di bambini nel mondo rischiano di non arrivare a compiere il quinto anno d’età, questo il dato spaventoso di cui si parla nel rapporto Le tante facce dell’esclusione, diffuso da Save the Children nel 2018. Le cause sono povertà, conflitti e discriminazioni, fattori che, come è noto, nella maggioranza dei casi vanno a braccetto tra loro generando situazioni che sembrano non lasciare via di scampo.

Nel dossier I bambini nel Sud del Mondo di ActionAid, invece, è messo in rilievo il dato relativo al diritto al cibo. È emerso che la malnutrizione provoca 6 milioni di morti ogni anno, sempre tra i bambini nella fascia d’età compresa tra 0 e 5 anni e, anche quando non porta alla morte, ha conseguenze molto gravi. La malnutrizione, infatti, causa deficit del sistema immunitario esponendo i bambini al rischio di contrarre malattie che, pur essendo poco invasive, mettono le loro vite in serio pericolo. Oltre a ciò causa ritardi nello sviluppo con ricadute negative nella crescita, sia a livello fisico che mentale.

Le conseguenze della povertà

Sono molti i risvolti negativi di una vita in povertà. La fame e le condizioni di salute precarie sono indubbiamente i più evidenti e tangibili, ma a questi aspetti se ne associano altri come l’analfabetismo, le violenze domestiche e l’emarginazione.

I bambini che nascono in condizioni di povertà sono, in linea di massima, esseri umani a cui viene negato il futuro nello stesso istante in cui gli viene data la vita. Fin dal primo respiro affrontano problemi di salute che, spesso, li conducono alla morte appena nati o durante il primo mese di vita. Nei paesi più poveri del mondo mancano strutture e programmi sanitari che possano garantire le necessarie cure neonatali, i controlli lungo il corso della gravidanza e l’assistenza durante il parto, i medicinali non vengono distribuiti e le vaccinazioni non si fanno, o comunque scarseggiano.

Per i bambini che sopravvivono la strada è tutt’altro che spianata. Gli analfabeti tra i 5 e i 15 anni, infatti, sono circa 120 milioni, e ciò compromette la possibilità di un futuro inserimento lavorativo, ma anche quella di far rispettare i propri diritti. Per riuscire in questo è necessario conoscere i propri diritti e per conoscerli occorre saper leggere e scrivere, ma dove regna la povertà non mancano solo gli ospedali, mancano anche le scuole. I bambini poveri finiscono per essere sfruttati in lavori da cui dovrebbero essere tenuti lontani (miniere, campi), e al tempo stesso perdono l’occasione di trascorrere l’infanzia a giocare e costruire la loro identità socializzando con i coetanei. Più drammatica ancora è la situazione per le bambine, date in spose molti anni prima di raggiungere i 18 anni.

Essere utili si può, ma come?

Sono situazioni così distanti da noi che, di solito, neanche ci soffermiamo a pensarci. È difficile immaginare, per chi è cresciuto avendo tutto (o quasi), che esistano bambini che non hanno mai visto un medico, un banco di scuola, un trenino, che non mangiano tutti i giorni, che per bere devono fare chilometri e chilometri perché dove vivono non arriva l’acqua potabile. Sembra assurdo nel 2020, dopo tutte le convenzioni, i trattati, gli accordi e i patti che nel tempo hanno visto la luce, dover parlare di povertà estrema, eppure questa è la realtà e coinvolge molte più persone di quanto si pensi.

Chi non si è mai occupato di situazioni simili può credere di essere inerme e di non poter contribuire in alcun modo a cambiarle, ma non è così. Le opzioni che esistono, per rendersi utili, sono diverse e tra queste citiamo il volontariato e l’adozione a distanza. Quest’ultima in particolare ha una forza enorme, quella di offrire una possibilità bambini che, loro malgrado, nascono senza: la possibilità di avere un futuro. Per saperne di più su come adottare un bambino a distanza, consultate la nostra sezione dedicata.

(Fonti: ActionAid, Save the Children)

Elisa Pizza
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Siamo sicuri di esistere? Sì, ma è vero solo se lo dice un certificato di nascita

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