I diritti umani: un approfondimento del discorso

I diritti umani: un approfondimento del discorso

“Un diritto non è ciò che ti viene dato da qualcuno; è ciò che nessuno può toglierti.” William Ramsey Clark

Si parla di diritti umani in continuazione, e ancora di più in periodi storici delicati come quello che stiamo vivendo, ma siamo sicuri di sapere davvero cosa sono e perché si sono affermati? E ancora, è vero che una volta sanciti vengono realmente rispettati?

Cosa sono i diritti umani

I diritti umani sono quelli di cui godiamo per il semplice fatto di appartenere al genere umano. Questa definizione è nata nel 1948, quando l’ONU ha adottato la Dichiarazione universale dei diritti umani (Dudu). Essendo diritti legati indissolubilmente all’appartenenza al genere umano si potrebbe pensare che siano antichi come la storia del mondo, invece occorre attendere la fine della seconda guerra mondiale perché si affermino.

È proprio il disastro causato da questo conflitto, infatti, che rende chiara l’urgenza di mettere a punto uno strumento capace di tutelare diritti fondamentali quali la vita e la dignità, come si evince dai primi due articoli.

L’art. 1 della Dudu, infatti, afferma che Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza. L’art. 2, invece, specifica che Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione. Nessuna distinzione sarà inoltre stabilita sulla base dello statuto politico, giuridico o internazionale del paese o del territorio cui una persona appartiene, sia indipendente, o sottoposto ad amministrazione fiduciaria o non autonomo, o soggetto a qualsiasi limitazione di sovranità.

È con la Dichiarazione universale, quindi, che i diritti umani assumono la rilevanza e la definizione che conosciamo oggi. I cardini, intorno ai quali è stato sviluppato di questo documento fondamentale, sono quattro:

  • Dignità
  • Libertà
  • Uguaglianza
  • Fratellanza

Ognuno di essi rappresenta un aspetto da tutelare e proteggere, come i valori condivisi, la sicurezza, la partecipazione alla vita politica e pubblica. Pur non avendo un potere giuridico vincolante, la Dudu è stata il punto di partenza per lo sviluppo di quasi tutti i trattati internazionali e nazionali in materia.

Diritti umani: le tre generazioni

Non sono stati formulati tutti nello stesso momento. La presa di coscienza delle lacune a cui cercano di dare risposta e porre rimedio, infatti, è maturata gradualmente in funzione dei problemi che di volta in volta assumevano un carattere più urgente e globale.

Le categorie, in cui vengono raggruppati i diritti umani in base al percorso storico che li ha prodotti, sono conosciute come generazioni e, al momento attuale, se ne individuano tre.

Prima generazione

Civili e politici sono i diritti di prima generazione e vengono stabiliti dalle Dichiarazioni dell’ONU e dalle costituzioni di varie democrazie. Determinano le libertà inalienabili, quelle di cui ogni persona deve godere in quanto appartenente al genere umano; tra queste ricordiamo il diritto alla vita, alla sicurezza personale, alla libertà di pensiero e d’espressione, a non essere tenuto in schiavitù, a non essere sottoposto a nessuna forma di tortura, a partecipare al governo del proprio Paese (direttamente e indirettamente). Questi sono i primi diritti ad affermarsi storicamente.

Seconda generazione

A seguire troviamo i diritti di seconda generazione, ossia quelli economici, sociali e culturali. Ratificati dalle Nazioni Unite, stabiliscono diritti come la sicurezza sociale, l’equità nella retribuzione e nelle condizioni sul posto di lavoro, la protezione della maternità e dell’infanzia. Derivano, a livello storico, dalle lotte operaie e sindacali del XIX e XX secolo.

Terza generazione

Infine troviamo i diritti di solidarietà, quelli di terza generazione, che si sono sviluppati in epoca più recente. Questi sono nati per tutelare le categorie più vulnerabili e sanciscono diritti quali l’autodeterminazione dei popoli, la pace, lo sviluppo, la salute.

I Patti internazionali

Come già detto in precedenza, la Dichiarazione universale dei diritti umani non ha potere giuridico vincolante, ossia non può obbligare i firmatari a rispettare quanto in essa riportato con forza di legge. Presa coscienza di questa mancanza, nel 1966 sono stati stipulati i Patti internazionali sui diritti civili e politici e sui diritti economici, sociali e culturali. A differenza della Dudu, questi hanno il potere di obbligare al rispetto dei principi e delle indicazioni che sanciscono, almeno in via teorica e formale.

Basta guardare un telegiornale o leggere un quotidiano, però, per rendersi conto che nel mondo i diritti umani vengono violati quotidianamente e senza che le sanzioni previste siano di fatto applicate. Nonostante gli sforzi messi in campo per decenni, quindi, a tutt’oggi non si è riusciti a intervenire in modo incisivo per porre fine alle ripetute violazioni.

(Fonte: Osservatorio Diritti, Centro studi per la pace)

Elisa Pizza

Web content editor & Founder at Vivendo a Piedi Nudi
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