I diritti dei minori e l’Autorità garante in Italia

I diritti dei minori e l’Autorità garante in Italia

“La violazione del diritto avvenuta in un punto della terra è avvertita in tutti i punti.” Immanuel Kant

Avere un’infanzia sana e serena, che permetta di porre le basi per diventare adulti responsabili, sensibili e rispettosi, dovrebbe essere la normalità, ma sappiamo che non è così. Non lo è per tutti i bambini e non lo è in tutti i paesi del mondo. Proprio per tutelare queste vite in divenire, dopo un lungo periodo di discussioni e assestamenti, nel 1989 venne ratificata la Convenzione per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.

La tutela dei diritti dei minori è un tema ampio e articolato, intervengono diverse leggi e regolamenti a regolarlo e molteplici sono gli organi giuridici che hanno competenza in materia, ma cerchiamo di semplificare il discorso e vedere qual è la situazione italiana.

I diritti dei minori in Italia

Nell’ordinamento giuridico italiano è relativamente recente il riconoscimento del minore come soggetto titolare di diritti, pur non possedendo ancora capacità giuridica per ovvi limiti d’età.

Prima che la figura del minore si affermasse come intesa nella Convenzione, infatti, l’orientamento era quello di guardare al bambino solo in relazione ai doveri che gli adulti dovevano assolvere nei suoi confronti. In pratica si teneva conto dei loro bisogni solo in chiave del soddisfacimento degli stessi da parte dell’adulto.

È solo con la Convenzione dell’ONU, ratificata in Italia nel 1991, che viene riconosciuta la figura del minore e con essa anche i suoi diritti, mettendo a punto strumenti specifici intesi a promuoverli e tutelarli. Da quel momento in poi il bambino diventa vero e proprio soggetto di diritti, persona che ha un proprio valore e una propria dignità. Smette di essere “foglio bianco” su cui i grandi scrivono e assume la dimensione di individuo con una propria personalità, un soggetto da guidare, non plasmare.

Cosa dice la Costituzione Italiana

Approvata più di quarant’anni prima della Convenzione di New York, in essa troviamo 5 articoli espressamente dedicati ai minori: 30, 31, 33, 34 e 37.

Nell’articolo 30 si esplicitano i doveri dei genitori riguardo il mantenimento, l’istruzione e l’educazione dei figli, anche di quelli naturali, ossia nati fuori dal matrimonio. A essi, infatti, viene riconosciuta la tutela giuridica e sociale, compatibile con i diritti dei membri della famiglia legittima. Si evidenzia, inoltre, che se la famiglia non può assolvere ai propri compiti, intervengono le istituzioni a colmare il vuoto.

Nel successivo, il 31, si dichiara l’impegno della Repubblica ad agevolare a livello economico la formazione della famiglia e l’adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerose. Inoltre si protegge la maternità, l’infanzia e la gioventù, favorendo gli istituti necessari a tale scopo.

Negli articoli 33 e 34 viene regolamenta l’istruzione negli istituti parificati e l’equipollenza con quelli statali, l’obbligatorietà e gratuità dell’istruzione inferiore e le borse di studio, poiché i capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.

L’articolo 37, infine, parla del limite d’età minimo per il lavoro salariato. La Repubblica tutela il lavoro dei minori con speciali norme e garantisce ad essi, a parità di lavoro, il diritto alla parità di retribuzione.

A questi va aggiunto l’articolo 3, che recita così: È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana […]. Potrebbe sembrare limitante, ma di fatto non viene specificata né una fascia d’età né una particolare categoria d’appartenenza. Questo articolo si riferisce in modo ampio alla persona umana, perciò nelle tutele che garantite sono inclusi anche i minori.

Autorità garante dell’infanzia e dell’adolescenza

A vent’anni dalla ratifica da parte dell’Italia della Convenzione per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, viene istituito con la legge n. 112 del 2011 un organo monocratico, ossia costituito da una sola persona fisica: l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza.

La nomina

Il Garante viene nominato con determinazione adottata d’intesa dai Presidenti della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. La carica dura quattro anni, può essere rinnovata solo una volta, e ha natura di esclusività, il garante non può svolgere altre attività per tutta la durata del mandato.

Nell’aprile del 2016 la guida dell’Autorità è stata affidata a Filomena Albano, magistrato e giudice del Tribunale di Roma.

I poteri e le funzioni

L’Autorità garante è dotata di poteri autonomi di organizzazione, indipendenza amministrativa e priva vincoli di subordinazione gerarchica.

Le funzioni, invece, sono esplicitate nell’articolo 3, dal titolo Competenze dell’Autorità garante. Istituzione e compiti della Conferenza nazionale per la garanzia dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Le azioni che comportano sono identificabili in azioni quali l’ascolto e la partecipazione, la promozione e sensibilizzazione, la collaborazione, l’elaborazione di proposte, pareri e raccomandazioni.

I progetti e le attività realizzate sono rivolte in particolare ad assicurare la conoscenza da parte dei bambini e dei ragazzi dei propri diritti e la consapevolezza di esserne pienamente titolari.

(Fonti: AGiA, Gruppo CRC)

Elisa Pizza

Web content editor & Founder at Vivendo a Piedi Nudi
Fotografo. Scrivo. Navigo. | Nomade inside. | Social addicted. | Adoro i vecchi borghi.
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