Disabilità

Disabilità: siamo tutti diversamente uguali

Disabilità, diversamente abile, handicappato, quante espressioni abbiamo cercato per descrivere la condizione permanente di una vita che ci appare diversa e lontana?

Spesso, anche con le migliori intenzioni, è la compassione ad avvicinarci. Quasi a voler assaggiare la lacrima di un dolore che non potremmo mai comprendere. Possiamo essere utili, vogliamo esserlo, ma non sempre siamo pronti per essere parte di una realtà che scivola fuori da un concetto di normalità a cui siamo aggrappati.

Le parole che usiamo per definire una condizione di disabilità sono importanti, ma mai quanto l’intenzione con cui le usiamo. Non indigniamoci troppo davanti a un’espressione infelice, perché rischiamo la presunzione di giudicare chi cerca di fare qualcosa di più per gli altri. Non badiamo solo alle parole, ma anche alle azioni che seguono. Quante persone si riempiono la bocca di parole d’amore e compassione senza muovere un dito per aiutare?

Le parole sono importanti, ma è come le usiamo a fare la differenza. Siamo tutti diversamente uguali. E in quella diversità, nel bene e nel male, c’è sempre qualcosa che ci manca. Un tassello che avvicina le persone, un’abilità che non pensavamo esistesse, una forza d’animo ispiratrice, per essere più coraggiosi, più forti, più amorevoli, più umani.

Non possiamo “sapere”, ma possiamo comprendere la disabilità

È la comprensione a guidare la mano che aiuta. Sì, perché non possiamo chiedere alle persone di sapere cosa sta vivendo un disabile e la sua famiglia.

Ciò che è visibile dall’esterno è una condizione che genera compassione, e forse la percezione di una vita nuova, ma difficoltosa, che è sbocciata in un terreno nutrito dal dolore e dalla sofferenza. A volte è rispetto, per la forza che le persone hanno saputo mostrare, per superare o convivere con una realtà dalle difficoltà inimmaginabili. Più spesso è inconscia paura, per una condizione che temiamo di poter vivere.

Non possiamo chiedere di “sapere” e non vogliamo che la disabilità alimenti la compassione. È un sentimento effimero che non produce azione. Semplicemente, appaga il disagio di chi non sa come reagire davanti alla disabilità. È la comprensione la chiave che apre alla normalità di una uguaglianza che nutre le radici di una vita più “umana”.

Comprendere per sconfiggere la paura

La comprensione abbatte la paura. Toglie il nutrimento a tutti quei fenomeni di denigrazione e violenza, che nelle nostre scuole e negli ambienti di lavoro si trasformano in atti di bullismo. La comprensione è la mano che si protrae per sostenere, è la condizione che ci permette di sostare tutti sullo stesso piano di una realtà condivisa.

La disabilità è una condizione che deve essere compresa e sostenuta. Il disabile non chiede nulla, se non il diritto di avere le tue stesse opportunità, nei limiti che il suo stato gli impone. Lotta per ogni centimetro della tua normalità, in ogni secondo della tua stessa realtà.

La strada verso la comprensione è difficile. Serve motivazione, voglia di mettersi in gioco. Lo sappiamo bene, perché è un muro altissimo, che quasi oscura il sole, anche per chi la vive da vicino. Un muro altissimo e scivoloso da scalare a mani nude, mentre incombe la tempesta e raffiche di dolore ti colpiscono violente. Non sai come, non sai dove ti trovi, ma devi andare avanti e non puoi soccombere alla paura.

La disabilità non è un mostro

Lo sappiamo, ti stiamo chiedendo uno sforzo enorme. Non è facile superare la compassione o l’indifferenza, e decidere di voler comprendere. Eppure, è così importante che non possiamo esimerci dal chiederti di provarci. Questo modo di pensare alla disabilità può contagiare l’educazione delle generazioni che verranno. I nostri figli potranno essere più consapevoli e vedere nella disabilità una condizione che non deve intimorire, ma verso cui camminare con il desiderio di aiutare.

Aiutarci e sostenerci, dovrebbe essere così sempre, a prescindere dalla disabilità. Non è vero?

La disabilità non è un mostro, non è solo un problema. Capirlo è molto diverso dal comprenderlo. Sappiamo che queste parole saranno facili da capire, ma comprendere vuol dire viverle, essere vicini, anche solo per un po’ a chi vive una condizione di disabilità.  Nessuno può sentire il dolore che mastica il cuore di un genitore quando guarda suo figlio e sente la consapevolezza che non potrà correre, giocare, vedere, parlare, interagire come tutti gli altri bambini. È una forma di coscienza che lo soffoca, serrando con forza il respiro. E il senso di vuoto, quando lui non ci sarà e suo figlio resterà solo? Riesci a immaginare?

Sappiamo di non poter chiedere di “sapere” cosa prova un adulto colpito da qualche forma di malattia debilitante. Essere costretti a strappare dalle viscere di sé stessi ogni risorsa che ci lega alla voglia di vivere, per lottare contro lo scoramento di non poter essere liberi; autonomi.

Comprendere è la forza per continuare a lottare

La disabilità non è un mostro e dobbiamo fare il possibile per comprendere, aiutare e sconfiggere la paura.

Davanti alla disabilità può succedere di voler scappare. È l’istinto di sopravvivenza che ti chiama alla fuga da un dolore così forte che può uccidere. Quando ti dicono che tuo figlio non parlerà, non camminerà e ti mostrano un enorme vuoto nero nella sua testa, tu… in quel vuoto ci finisci. Risucchiato e trascinato via da una corrente indomabile. Ma se smetti di vedere il problema, se accetti la realtà, allora puoi iniziare a comprendere. Cominci a nuotare contro corrente, inizi a ridisegnare una vita e scopri la ricchezza che si nascondeva nel futuro attorno a quel vuoto nero.

Le persone disabili possono insegnarci e arricchirci ogni giorno. Certo, il prezzo è alto, così alto che non esiste moneta per decodificarlo, ma c’è un inizio in ogni fine e noi siamo chiamati a comprenderlo.

Il diritto di essere sé stessi, il dovere di essere umani

Ogni anno, il 3 dicembre si celebra la Giornata Internazionale dei Diritti delle Persone con Disabilità. Un momento di riflessione per richiamare l’attenzione sui diritti fondamentali alla vita di chi è disabile.

HelPeople Foundation Onlus si impegna tutti i giorni per sostenere i bambini in ogni aspetto che li riguardi. Azioni concrete per donare una vita equa, che non escluda nessuno. In particolare, i bambini disabili e loro famiglie costretti a vivere situazioni di esclusione e denigrazione che si traducono in aggravanti di una situazione già difficile.

I bambini e gli adulti disabili hanno gli stessi diritti vitali di qualsiasi individuo e non possiamo permettere che gli sia negato di poter essere parte integrante della società in cui vivono. Comprendere ci aiuta ad agire per aiutare, e questa consapevolezza ci induce a proseguire le nostre iniziative contro ogni forma di discriminazione.

Contattaci e scopri cosa possiamo fare insieme per promuovere aiuti concreti che disegnino un futuro di equità e dignità, per le persone costrette a vivere il disagio di una realtà estenuante.

HelPeople Foundation Onlus

Da oltre 25 anni assistiamo i bambini in Italia e nei Paesi dove il degrado socio-economico e culturale lo richiede. Ogni giorno, ci impegniamo con volontà e dedizione per donare loro un futuro più sereno.
HelPeople Foundation Onlus

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