18 dicembre: la giornata internazionale dei migranti

18 dicembre: la giornata internazionale dei migranti

“Nonostante nei millenni di continuo si siano create delle popolazioni sedentarie, esse, considerate nell’insieme e nel lungo periodo, costituiscono l’eccezione. […] Che stesse migrando o fuggendo, perché costretta o volontariamente in ogni periodo una parte dell’umanità è stata per i motivi più vari, in movimento, una circolazione che porta a continue turbolenze.” Hans Magnus Enzensberger

Questa citazione racchiude un concetto fondamentale: a prescindere dalle ragioni, gli esseri umani si sono sempre spostati. Che sia per cercare migliori condizioni di vita o lavori più dignitosi, per studio o nella speranza di avere un futuro, molte persone ogni giorno lasciano i luoghi in cui sono nate e cresciute per dirigersi altrove. Purtroppo non sempre ci arrivano e spesso, quando raggiungono la meta, la situazione che trovano gli è ostile.

Per stimolare riflessioni su questo tema, il 4 dicembre del 2000 è stata istituita la giornata internazionale dei migranti (International Migrants Day). La scelta della data è ricaduta sul 18 dicembre per celebrare il giorno in cui, 10 anni prima, veniva approvata la convezione ONU sui diritti dei lavoratori migranti.

Solo nel 2018, secondo i dati raccolti nel Global trend dell’UNHCR, 70,8 milioni di persone si sono spostate a causa di conflitti, persecuzioni, violenze e violazioni dei diritti umani. La giornata internazionale dei migranti deve essere un monito e ricordare che dietro questi grandi numeri ci sono esseri umani con storie di straordinario coraggio. Deve generare riflessioni anche riguardo un dato di fatto: il desiderio, ma ancora più di frequente la necessità, di andare a vivere in un altro paese è un qualcosa che riguarda tutti.

La Convenzione

La Convenzione internazionale sulla protezione dei diritti di tutti i lavoratori migranti e dei membri delle loro famiglie vide la luce nel 1990, dopo lavori e discussioni andanti avanti per anni. Di tutte le convenzioni ONU è probabilmente quella con meno ratifiche in assoluto ed entra in vigore solo il 1° luglio 2003, ben 13 anni dopo. È nel marzo di quell’anno, infatti, che viene raggiunto il numero minimo di ratifiche necessarie. È un trattato multilaterale, e nello specifico, come già risulta chiaro dal nome, regola la protezione dei lavoratori migranti e delle loro famiglie. Fissa degli standard morali e funziona da guida e da stimolo per la promozione dei diritti dei migranti in tutti i Paesi che hanno ratificato la convenzione.

Alcuni diritti in fatto di migrazioni sono già trattati nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. All’art. 13, comma 2, per esempio, si legge che Ogni individuo ha diritto di lascare qualsiasi Paese, incluso il proprio, e di ritornare nel proprio Paese e, all’art. 14, comma 1, Ogni individuo ha diritto di cercare e di godere in altri Paesi asilo dalle persecuzioni. Nella Convenzione si mira a regolamentare, quindi, in modo più attento e dettagliato i diritti specifici legati all’ambito del lavoro.

Il testo si compone di 93 articoli suddivisi in 9 parti:

  • Parte I – Ambito di applicazione e definizioni
  • Parte II – Non-discriminazione in materia di diritti
  • Parte III – Diritti dell’uomo di tutti i lavoratori migranti e ai membri della loro famiglia
  • Parte IV – Altri diritti dei lavoratori migranti e ai membri della loro famiglia che sono provvisti di documento o in situazione regolare
  • Parte V – Disposizioni applicabili ad alcune categorie particolari di lavoratori migranti e ai membri della loro famiglia
  • Parte VI – Promozione delle condizioni sane, eque, dignitose e legali per quel che concerne le migrazioni internazionali dei lavoratori migranti e dei membri della loro famiglia
  • Parte VII – Applicazione della convenzione
  • Parte VIII – Disposizioni Generali
  • Parte IX – Disposizioni finali

Stando alle informazioni reperibili nel database sui trattati (in lingua inglese) dell’Ufficio dell’Alto Commissariato per i Diritti Umani delle Nazioni Unite, l’Italia, come la maggior parte dei paesi che accolgono i lavoratori migranti, sembrerebbe non aver ancora né firmato, né ratificato la Convenzione.

La giornata internazionale dei migranti e il cinema

I film sono da sempre usati per informare, intrattenere, educare e generare discussioni. In quest’ottica, nel 2016, l’IOM – Organizzazione Internazionale per le Migrazioni ha lanciato un progetto: The Global Migration Film Festival (GMFF). Stimolare la realizzazione e contribuire alla diffusione di film e documentari che hanno la particolarità di catturare e far vedere le promesse e le sfide che si celano dietro la migrazione, oltre a mostrare il contributo che i migranti portano nelle comunità d’accoglienza. Obiettivo del festival è di aprire la strada a discussioni costruttive su un fenomeno così importante e caratterizzante della nostra epoca.

Quest’anno, in occasione della giornata internazionale dei migranti, il 18 dicembre l’IOM presenta il festival a Roma. L’iniziativa ha coinvolto più di 100 paesi in tutto il mondo.

L’evento, che prevede la proiezione di tre brevi film, si svolgerà presso l’Institut Français Centre Saint-Louis in Largo Giuseppe Toniolo 20-22.

(Fonti: IOM, OHCHR, United Nation, UN Treaty Collection)

Elisa Pizza
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