Il giorno del Dono e il dossier "Noi doniamo"

Il Giorno del Dono e il dossier “Noi doniamo”

Il Giorno del Dono nasce dalla volontà, ma anche dall’esigenza, di dare visibilità al tema delle donazioni in tutte le forme esistenti – economiche, di tempo e biologiche – e dimostrare, con dati alla mano, come l’Italia sia un paese che reagisce alle difficoltà donando e condividendo nel quotidiano.

Il Giorno del Dono e l’Istituto Italiano per le Donazioni

Il Giorno del Dono, promosso dall’Istituito Italiano per le Donazioni e reso ufficiale con la Legge n.110 del 14 luglio 2015, ricorre ogni anno il 4 ottobre. Nel 2019 giunge alla sua quinta edizione e vede crescere sempre di più il numero di realtà coinvolte: dalle scuole alle amministrazioni locali, dalle organizzazioni non profit alle aziende, senza dimenticare i privati cittadini.

Molte le iniziative e i contest realizzati per celebrare il “Giro dell’Italia che dona”, la rassegna nazionale che è cominciata il 20 settembre e si concluderà il 13 ottobre. Quest’anno l’IID ha promosso anche l’evento “Roadshow del Dono”, in collaborazione con Amazon Italia. Obiettivo principale del Roadshow è festeggiare il Giorno del Dono con le scuole che hanno aderito e sostenuto l’iniziativa, ma ancor di più sensibilizzare gli studenti al tema del dono. I giovani sono il futuro di ogni popolo ed è su di loro che occorre investire per creare una sana cultura del dono.

Con questo non si vuole dire che le donazioni e i singoli cittadini devono intervenire a coprire i vuoti lasciati da chi dovrebbe occuparsi del benessere collettivo, ma vanno ad aggiungersi a quelle azioni come un tassello di un mosaico. La cultura del dono va diffusa come buona pratica e contribuisce ad aumentare la fiducia nel prossimo.

L’IID, inoltre, porta avanti progetti e attività di raccolta fondi durante tutto l’anno.

L’Osservatorio sul Dono

Lanciato in occasione dell’edizione del #DonoDay2018, si tratta di un progetto di ricerca coordinato dell’IID e coinvolge diverse realtà che lavorano sul tema della donazione. L’osservatorio è una fotografia complessiva della cultura del dono.

Proprio grazie alla collaborazione di vari enti e professionisti, e alla rilevazione sull’andamento delle raccolte fondi degli enti non profit che l’IID svolge da ben 17 anni, il 3 ottobre scorso al CNEL l’osservatorio ha presentato alla stampa la seconda edizione del dossier “Noi doniamo”. Alla tavola rotonda per discutere sul tema e analizzare i dati attualmente disponibili erano presenti, oltre al presidente dell’IID Stefano Tabò, Silvia Stilli del Forum Nazionale Terzo Settore e Cinzia Di Stasio (Segretario Generale IID), anche diversi esperti sul tema donazioni.

Il dossier “Noi doniamo”

In questo libretto sono racchiuse tendenze e proiezioni sulla propensione degli italiani a donare, e il quadro emerso lascia ben sperare per il futuro. Anche se per qualche anno le organizzazioni non profit che aderiscono alla rilevazione dei dati, rispondendo al questionario proposto dall’IID, hanno fatto delineare un quadro in calo sulle raccolte fondi, e più in generale sulle donazioni, dal 2017 si registra una timida, ma sembrerebbe costante, ripresa.

Gli italiani, nonostante la crisi economica e lo spiccato clima di intolleranza e sfiducia generale diffuso attraverso i social negli ultimi periodi, sono persone che fanno del dono parte integrante della loro vita. Per dirla con le parole che Paolo Anselmi, Vicepresidente di GfK, ha usato durante la presentazione del dossier: “Nell’ultimo anno sembra si stia verificando un risveglio delle coscienze, tanto più una parte della popolazione si è incattivita, tanto più un’altra parte si è risvegliata.”

Quali sono i tipi di donazione possibile

Siamo portati a pensare che le donazioni siano una questione legata principalmente ai soldi, ma non è affatto così.

Il tempo che viene dedicato al volontariato è una forma di dono, e lo stesso vale per le donazioni di sangue, organi e tessuti. Ogni volta che mettiamo qualcosa di nostro a disposizione di chi ne ha bisogno stiamo di fatto donando.

Senza dubbio ci sono donazioni di cui è più facile avere un quadro chiaro, parliamo di quelle biologiche in quanto occorre registrarsi alle varie banche dati, e di quelle economiche. Di queste ultime, però, c’è tutto un mondo fatto di donazioni informali a chiese, scuole e beneficiari diretti, che non passano attraverso intermediari organizzati, di cui si ha un’idea, ma nessuna certezza.

L’identikit del donatore

Dai dati presentati risulta che il donatore tipo è per lo più di sesso femminile. L’età media dei donatori è alta, intorno ai 55 anni, e si tratta di lavoratori e pensionati residenti prevalentemente in piccole città delle regioni del nord. Le ragioni dietro questi aspetti sono di certo molteplici, ma la più ovvia è quella che riguarda la stabilità economica e nel nostro paese sempre più spesso si raggiunge in età avanzata.

Non avere la preoccupazione di riuscire ad arrivare a fine mese mette le persone in una situazione di tranquillità maggiore, lasciando più spazio a tempo e risorse da poter dedicare ai meno fortunati. Ciò nonostante anche i giovani sono presenti, molti si dedicano al volontariato sia in Italia che all’estero, mettendo a disposizione il loro tempo e le loro competenze.

Tra i tratti psico-culturali, invece, va sottolineato che i donatori sono persone con una visione più positiva del futuro, un grado di soddisfazione per la propria vita tendenzialmente elevato e un atteggiamento orientato alla concretezza e all’azione. I donatori sono quelli che coltivano la speranza, intesa come la descrisse Václav Havel, ex-presidente della Cecoslovacchia: “La speranza non è ottimismo. La speranza non è la convinzione che ciò che stiamo facendo avrà successo. La speranza è la certezza che ciò che stiamo facendo ha un significato. Che abbia successo o meno.”

Elisa Pizza

Web content editor & Founder at Vivendo a Piedi Nudi
Fotografo. Scrivo. Navigo. | Nomade inside. | Social addicted. | Adoro i vecchi borghi.
Elisa Pizza
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