violenza domestica

Il silenzio degli “innocenti” sulle violenze domestiche

Un respiro profondo, molto profondo. E poi un altro ancora. Non ne basta uno solo per placare il magone che sale leggendo e analizzando i dati sulle violenze domestiche. Ed è un fenomeno di cui si parla sempre troppo poco o perché viene considerato normale che in famiglia avvengano anche queste cose o perché chi subisce violenza non riesce a denunciare l’accaduto.

Un mostro a più facce

Sono diversi i tipi di violenza che si verificano tra le mura di casa, passando dall’orrenda violenza fisica sui minori a quella, psicologica, verbale e fisica sul proprio partner. Le ricerche condotte su questo fenomeno mostrano come si tratti di un mostro a più facce, che ha il comune denominatore di essere incarnato da persone delle quali le vittime si fidano. Che siano parenti, genitori o amici, cambia poco nelle ferite profonde che chi le ha subite porterà per sempre su di sé, come parte integrante del proprio DNA. Ferite che difficilmente verranno rimarginate.

La vita prosegue, certo, ma accompagnata sempre da un disagio e un malessere molto profondo. Tanto che le violenze, specie quelle sui minori, si radicano così in profondità, entrano a far parte della personalità della vittima, che diventerà quasi impossibile separarsi da esse. Tale situazione coinvolgerà anche chi condivide un affetto con quella persona e dovrà portare il peso di un dolore incredibile per il quale le parole fanno fatica a trovare espressioni utili alla comprensione. Quella stessa fatica che si prova nell’accettare come tutto questo possa avvenire e come tutto questo possa continuare.

Riconoscere il potenziale abusante

Se la percentuale delle violenze domestiche non sembra voler diminuire, rimane l’angosciante dato per cui il 90% delle vittime non denuncia l’abuso subito (Fonte). Questo porta a dover fare delle importanti riflessioni e considerazioni. A differenza di quanto si possa immaginare il fenomeno delle violenze domestiche avviene trasversalmente nei contesti familiari. Non ci sono elementi di “disagio” evidenti quali dipendenza (da alcol o droghe) o povertà; molto spesso, come si evince anche dai racconti di chi ha subito delle violenze domestiche, il mostro non risponde ad un identikit preciso. Esso ha dei tratti che possono far sospettare e aumentare l’attenzione, ma il fenomeno della violenza domestica non è esclusivo di quelle realtà che considereremmo disagiate o periferiche. Troppo spesso la cronaca porta alla luce casi di violenza in famiglie benestanti e in contesti agiati.

Come fare quindi? La riflessione cui invitavamo è quella di prendere consapevolezza di questa realtà. L’obiettivo è quello di sensibilizzare su questa realtà e di mantenere sempre alta l’attenzione, specie nei confronti dei bambini, le vittime più esposte e indifese contro questo dramma. Attenzione alta ma senza creare facili allarmismi che porterebbero solamente a generare una mancanza di fiducia nel prossimo. Non bisogna mai sottovalutare alcun segno di disagio e se prevenire è meglio che curare è altrettanto meglio curare subito che aspettare e intervenire quando sono passati anni dalla violenza.

Se la violenza domestica assume forme diverse è importante imparare a riconoscere l’atteggiamento di fondo di chi si macchia di questo crimine. Come riportato nell’approfondimento all’argomento sul sito dell’Arma dei Carabinieri: “Chi commette ripetutamente azioni violente fra le mura domestiche di solito ha un unico obiettivo: desidera porre la sua vittima in uno stato di “sudditanza” perché vuole sentirsi potente e perché esercitare azioni di comando e di controllo su un membro della famiglia lo fa sentire appagato e sicuro di sé.

Ogni forma di violenza è un’orrenda violazione dei diritti umani e come tale va condannata e perseguita, senza alcun tipo di giustificazione o comprensione. Non si tratta certo di fare facili giustizialismi ed è opportuno che sia la giustizia a fare il suo corso in questi casi. L’attenzione va però tenuta alta evitando di pensare che “certe cose” avvengano solamente agli altri e certamente non nella propria famiglia o in quelle della propria cerchia di frequentazione.

Violenze domestiche: a chi rivolgersi

Per far partire l’iter giudiziario è necessario che venga presentata una denuncia verso le Forze dell’Ordine. Se questo può apparire come destabilizzante dell’apparente quiete familiare è in realtà decisivo per evitare che il dramma della violenza si radichi e possa anche essere nuovamente perpetrato.

Molto spesso la beffa di chi subisce una violenza è quella di non sapere a chi rivolgersi e di sentirsi abbandonato. Una solitudine che aumenta il vuoto sociale e relazionale e che uccide la prospettiva verso il futuro. Essere i custodi di tali segreti è un peso certamente importante, ma allo stesso tempo è un’ancora gettata in un porto considerato sicuro. Anche per questo è importante essere sempre disponibili e pronti ad accogliere una pur velata richiesta d’aiuto e di sfogo. Non rimanere sordi e indifferenti e avere la capacità e l’attenzione di saper cogliere le forme di malessere generate da una violenza subita.

Un investimento per la serenità di tutti

Non insegnate ai bambini
non insegnate la vostra morale
è così stanca e malata
potrebbe far male
forse una grave imprudenza
è lasciarli in balia di una falsa coscienza.
[G. Gaber – Non insegnate ai bambini]

Garantire i diritti dei bambini è un dovere che deve stare a cuore a tutti. Nessuno escluso. L’indifferenza è una delle gravi corresponsabilità di un problema sociale (e a volte anche culturale) cui si fa fatica a porre degli argini sicuri. Molti, troppi, dei bambini vittime di violenze subiscono traumi che nemmeno immaginiamo e che faremmo fatica anche solo a concepire possibili. Curare la loro infanzia e la loro adolescenza è un investimento perché la società di oggi e quella di domani possa essere un po’ meno odiosa e insopportabile.

Perché il male produce male e lo sforzo, titanico ma necessario, di arginarne le conseguenze, genera effetti positivi per tutti. Come un effetto domino rivolto al benessere. Per un futuro più sereno anche per i bambini di domani.

HelPeople Foundation Onlus

Da oltre 25 anni assistiamo i bambini in Italia e nei Paesi dove il degrado socio-economico e culturale lo richiede. Ogni giorno, ci impegniamo con volontà e dedizione per donare loro un futuro più sereno.
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