Rosaria Spagnuolo Associazione RicoClaun

Il sorriso dei bambini: una cura per tutti

I bambini sono tra le realtà più belle della vita e il loro sorriso è contagioso e terapeutico. Anche per questo sono diverse le realtà che operano nelle corsie degli ospedali con l’obiettivo di rendere la degenza dei più piccoli meno dolorosa possibile. La clownterapia è da anni riconosciuta come realtà valida e utilissima non solo per i bambini, ma anche per i loro familiari e per il personale sanitario, consentendo a tutti di respirare un clima più sereno, nonostante il dramma, spesso anche atroce, della malattia.

Per questo abbiamo avuto l’occasione di intervistare Rosaria Spagnuolo, Presidente dell’Associazione RicoClaun di Vasto (Chieti). Una realtà che applica la cosiddetta terapia del sorriso non solo negli ospedali, ma anche nelle case di riposo, nelle strutture carcerarie, nei paesi in guerra o in via di sviluppo, negli orfanotrofi e in tutte quelle realtà dove c’è bisogno di sollievo, svago, gioia e speranza.

Rosaria Spagnuolo ci può raccontare la storia della vostra associazione?

«L’associazione Ricoclaun nasce nel 2004 a Vasto, in Abruzzo, è stata fondata da me Rosaria Spagnuolo e da mio marito Antonio Di Iorio, dopo la salita in cielo di nostro figlio Enrico a soli 11 anni nel 2003. Durante i ricoveri al reparto pediatrico di Bergamo abbiamo conosciuto i clown e le loro attività simpatiche e colorate e avevo promesso a mio figlio di ripetere l’esperienza anche a Vasto, insieme a lui. Quando è salito in cielo, malgrado l’immenso dolore, ho cercato di mantenere fede alla promessa.

La Ricoclaun ha fatto parte per qualche anno della federazione Vip Viviamo in positivo e poi dal 2006 è completamente autonoma. Tantissimi i clown che in questi anni si sono formati e hanno dato valore al loro sorriso»

Quali sono le vostre attività?

«La Ricoclaun si occupa di clownterapia, in tutti i reparti dell’ospedale di Vasto, nella casa famiglia, in alcune RSA del territorio. I volontari clown dell’ODV Ricoclaun sono persone comuni, di ogni età e professione, che indossano un camice bianco, come quello dei medici, dipinto a colori vivaci e personalizzato con disegni attinenti al nome del clown stesso. Al camice si aggiungono vari “attrezzi”: fiori, cuori, fiocchi sgargianti, pantaloni larghi e colorati, naso rosso, pettini giganti, burattini e una grande sacca ricca di palloncini, magie, sonagli»

Come si svolge il servizio dei vostri volontari?

«Si cimentano in gag, giochi di prestigio, sculture con palloncini e così via. Li accolgono l’entusiasmo dai più piccoli e il divertito stupore degli adulti, li compensano a volte una risata, a volte il cenno di un sorriso»

Tutti possono diventare dei clown volontari?

«Non occorre essere artisti per diventare volontari clown, e neppure essere medici: è sufficiente avere voglia di giocare e di mettersi in gioco, di guardare il mondo con allegria e di donare un po’ del proprio tempo. La clownterapia Ricoclaun non si improvvisa, è indispensabile frequentare un corso di circa 100 ore annuali e una formazione permanente»

Quali sono le conseguenze che le settimane di lockdown hanno prodotto sulle vostre attività?

«In questo periodo purtroppo non possiamo donare il nostro sorriso nelle corsie d’ospedale. Siamo in attesa della possibilità di riprendere le nostre attività»

Quali sono le maggiori criticità che state vivendo?

«Non poter svolgere le nostre attività di clownterapia ci dà molta tristezza. Sicuramente c’è bisogno del sorriso, soprattutto ora e non poterlo donare ci dispiace moltissimo»

Come pensate di rispondere all’acuirsi delle situazioni di emergenza di cui vi occupate come associazione?

«Stiamo cercando di realizzare foto o piccoli video. Li mettiamo nel nostro canale YouTube e sulla nostra pagina Facebook per creare comunque il buonumore anche virtuale. Appena avremo la possibilità di tornare in ospedale, riprenderemo le nostre attività, mostrando attenzione sicuramente ai pazienti, ma soprattutto al personale sanitario che in questo periodo ha vissuto con grande stress la situazione»

Articolo precedente
5×1000: facciamo chiarezza su cos’è e come funziona
Articolo successivo
Bambini e minori: non togliamogli il futuro

Post correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Compila questo campo
Compila questo campo
Inserisci un indirizzo email valido.

Menu
Messenger icon
Siamo in chat, contattaci!

Gentile Utente, ti avvisiamo che il nostro sito utilizza, oltre a cookie tecnici, anche cookie di profilazione propri e di terze parti. Ti preghiamo di leggere attentamente la nostra informativa estesa, ove ti forniamo indicazioni sull’uso dei cookie e ti viene data la possibilità di negare il consenso alla loro installazione ovvero di scegliere quali specifici cookie autorizzare. Per maggiori informazioni consulta la nostra cookie policy.