Povertà educativa

Povertà educativa: la denuncia dell’OCSE

La povertà non è solamente quella delle tasche e dei piatti vuoti. C’è una povertà non imminente, che non ha effetti sull’oggi, ma sul domani. È una povertà non materiale, ma che ha risvolti anche su ciò che si ha in tasca e ciò che si mangia: è la cosiddetta povertà educativa.

I dati regolarmente ci raccontano di come sia in aumento il fenomeno della povertà assoluta e di come siano anche in crescita i potenziali futuri poveri, quelli che hanno una situazione a rischio. Negli ultimi anni la povertà in Italia, anche quella giovanile, è raddoppiata, aumentando le discrepanze in quella che potremmo definire come povertà geografica. Il numero maggiore di poveri, in Italia, risiede al sud ed è un circolo vizioso che non si riesce ad interrompere, come un mostro che distrugge ricchezza e potenzialità e restituisce solamente miseria.

La povertà “scolastica”

La scuola, da sempre considerata uno strumento di uguaglianza e di miglioramento sociale ed economico (studiare per avere un lavoro e una stabilità migliore), non sembra più essere in grado a svolgere il suo ruolo. In passato la scuola permetteva di emergere e anche i figli di famiglie in stato di povertà avevano l’opportunità di “fare carriera” e ottenere un lavoro diverso da quello dei propri genitori. Oggi non è più così ed è considerato fortunato chi riesce, anche senza un percorso scolastico definito, a svolgere la stessa attività del proprio genitore.

La povertà educativa

Per povertà educativa non è da intendersi solamente quella legata al “diritto allo studio”, oggi ancora presente e tutelato in Italia. Il fenomeno dell’educazione va compreso in una prospettiva più ampia, dove a ogni giovane sia permesso di conoscere, formarsi delle competenze, sviluppare idee e riuscire a investire sulle proprie capacità e sui propri desideri. Tale prospettiva non è ‘solamente’ intellettuale, ma anche fisica e sportiva, con un ruolo fondamentale svolto anche dai centri sportivi.

La fotografia del nostro Paese, scattata dalle ricerche dell’OCSE e di Save The Children, è quella di una realtà dove non tutti i giovani e gli adolescenti hanno questa prospettiva. Tanto che i ragazzi che vivono in contesti familiari di povertà assoluta:

  • un terzo di loro non utilizza internet;
  • un quinto dei minori di 15 anni non riesce a raggiungere competenze minime in matematica e di lettura;
  • il 14% abbandona gli studi prima della loro conclusione naturale;
  • 9 bambini su 10 non possono andare all’asilo nido;
  • più della metà non legge libri;
  • il 40% non svolge attività sportive.

Questo si traduce in un soffocamento di tante capacità e opportunità e nell’incapacità di emancipazione da parte di questi giovani, costretti a rimanere legati alle proprie famiglie.

Il paradosso, se tale lo si può considerare, è a mancano non sono le strutture e gli spazi: sono infatti molte le realtà abbandonate per le quali si potrebbero sviluppare progetti di riqualificazione. La povertà educativa è, quindi, una miseria culturale a 360°, che coinvolge anche gli educatori e una società che ha rinunciato a questo tipo di investimento.

Guardare al domani

Il problema sorge, oltre alle evidenti difficoltà economiche e sociali, anche da una prospettiva diversa, dove è preferito l’uovo oggi della gallina domani. Detti popolari a parte è evidente come sia sradicato ogni sguardo verso il futuro. Parimenti c’è da considerare che la cultura, la formazione, lo studio, la conoscenza e il sapere siano viste oggi in maniera poco positiva, in quanto incapaci di ‘dare da mangiare’. La realtà, anche quella storica, dimostra esattamente il contrario, con una prosperità economica, sociale e anche alimentare come conseguenza di una ricchezza culturale ed educativa.

Lo sguardo verso il futuro è ciò che contraddistingue la gioventù ed è fondamentale che sia loro tutelata e supportata questa delicata e preziosa fase della vita. È un bene per loro, ma anche per tutti noi e per l’intera società, che beneficerà della maturità raggiunta dagli adulti di domani.

HelPeople Foundation Onlus

Da oltre 25 anni assistiamo i bambini in Italia e nei Paesi dove il degrado socio-economico e culturale lo richiede. Ogni giorno, ci impegniamo con volontà e dedizione per donare loro un futuro più sereno.
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