SOFI 2019: sicurezza alimentare e nutrizione nel mondo

SOFI 2019: sicurezza alimentare e nutrizione nel mondo

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Dal 1999, ogni anno viene pubblicato il rapporto The State of Food Security and Nutrition in the World, grazie al lavoro e alla collaborazione di diverse agenzie delle Nazioni Unite tra cui FAO, IFAD, UNICEF, WFP e WHO.

Noto agli addetti ai lavori con l’acronimo SOFI, questo documento serve a monitorare e tenere traccia dell’andamento mondiale sul raggiungimento di traguardi come la fine della fame, la sicurezza alimentare e il miglioramento della nutrizione, offrendo anche un’analisi approfondita delle principali sfide ancora aperte.

Lo stato della sicurezza alimentare e della nutrizione nel mondo

L’ultima pubblicazione, diffusa nel luglio scorso, ha un valore aggiunto poiché permette di avere il polso della situazione rispetto al secondo obiettivo per lo sviluppo sostenibile (SDGs) dell’Agenda 2030: sconfiggere la fame.

SOFI 2019, la cui versione integrale conta oltre 200 pagine, si divide in due parti:

  • la prima indaga e riassume i recenti andamenti mondiali riguardanti la fame – fornendo una stima aggiornata di quante persone al mondo ancora la soffrono, con dati disaggregati a livello regionale e nazionale –, la sicurezza alimentare e la malnutrizione nel mondo. In fatto di malnutrizione, riporta le ultime rilevazioni fatte sui problemi della crescita infantile (rachitismo), sullo spreco e sull’obesità negli adulti e nei bambini;
  • la seconda, invece, pone l’attenzione sul ruolo e l’impatto che i rallentamenti e le recessioni economiche giocano sui trend attuali di sicurezza alimentare e nutrizione, indicando l’indirizzo da dare alle politiche di breve e lungo termine affinché siano utili a salvaguardare appunto la sicurezza alimentare e la nutrizione, sia durante i periodi di recessione economica, sia per cercare di allontanare il rischio che si verifichino.

Un po’ di numeri dal rapporto 2019

La fame nel mondo

Dal rapporto del 2019 emerge che circa il 10,8% della popolazione mondiale, ossia più di 820 milioni di persone, soffre la fame. Il dato preoccupante è che dal 2016, dopo un periodo in cui la situazione sembrava lentamente migliorare, il numero di persone che non hanno avuto cibo a sufficienza è tornato ad aumentare rispetto all’anno precedente e lo stesso si è verificato nel 2017 e nel 2018.

Le zone più colpite sono quasi tutte le regioni dell’Africa, dando al continente il primato per il più alto livello di denutrizione, pari al 20%. Anche in America Latina e Caraibi il problema è in aumento, ma più moderatamente e con un’incidenza inferiore al 7%. Inoltre circa 2 miliardi di persone, che corrisponde al 26,4%, pur non soffrendo la fame, vivono una condizione di insicurezza alimentare moderata o grave. L’8% vive in Nord America e in Europa.

La crescita infantile

Per quanto concerne i problemi di crescita infantile, il 21,9% dei bambini sotto i 5 anni (149 milioni in totale) è affetto da rachitismo, anche se il fenomeno sembra in fase regressiva. È l’Africa il paese in cui la diminuzione del rachitismo risulta essere la più bassa dal 2012 e nel 2018, insieme all’Asia, si sono attestate rispettivamente al 54,9% e al 39,5%. Il numero di bambini con difficoltà motorie, invece, è diminuito del 10% negli ultimi 6 anni, ma i progressi sono troppo lenti per sperare di raggiungere l’obiettivo fissato per il 2030.

Neonati sottopeso

Nel SOFI 2019, per la prima volta, è stata inserita la stima dei bambini nati sottopeso. I numeri dicono che nel 2015 1 bambino su 7 (20,5 milioni di nuovi nati a livello globale) è nato sottopeso e dal 2012 non si evidenzia alcun miglioramento. Questo significa che sarà difficile soddisfare l’obiettivo globale stabilito dell’Assemblea mondiale della sanità, che prevede una riduzione del 30% dell’incidenza dei neonati a basso peso alla nascita entro il 2030.

Chi nasce sottopeso, inoltre, corre maggiormente il rischio di morire prima di compiere un mese, e chi sopravvive ha più probabilità di soffrire di rachitismo. Una volta adulto può incorrere in patologie croniche come obesità e diabete.

Sovrappeso e obesità

Riguardo il sovrappeso, infine, i dati indicano che l’incidenza sta aumentando rapidamente in tutto il mondo, sia nei bambini in età scolare sia negli adulti. Tra il 2000 e il 2016, inoltre, l’obesità ha fatto registrare un aumento più veloce del semplice sovrappeso. Il rapporto evidenzia, inoltre, che i bambini in età scolare non mangiano in modo corretto, hanno un’alimentazione in cui scarseggiano frutta e verdura, mentre consumano regolarmente cibi spazzatura e bibite gassate. Ad aggravare il quadro c’è l’assenza di attività fisica quotidianamente. Questa abitudini poco salutari, con molta probabilità, determineranno nel prossimo futuro un aumento del sovrappeso in questo segmento della popolazione.

Rallentamenti e recessioni economiche

Lo scenario disegnato dal Sofi 2019 mostra come la fame sia in crescita nei paesi che stanno vivendo una fase di rallentamento o contrazione economica, e l’irregolarità con cui si sta verificando la ripresa economica globale desta preoccupazione circa le prospettive di riuscire a porre fine alla fame e alla malnutrizione nel mondo. L’84% dei paesi che hanno sperimentato l’aumento della denutrizione tra il 2011 e il 2017, infatti, hanno subito anche un rallentamento o una contrazione economica, e si tratta prevalentemente di paesi a medio reddito.

Durante una flessione economiche, di solito, si devono affrontare problemi come l’aumento della disoccupazione e la concomitante diminuzione dei salari e dei redditi. Ciò impedisce alle fasce più povere della popolazione di acquistare cibo e di usufruire dei servizi sociali di base e dell’assistenza sanitaria, minando la stabilità dell’intero paese.

(Fonte: FAO)

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