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La Pasqua, un passaggio verso una nuova vita

Questo è un periodo particolare, per tutti noi. Pensiamo a qualche giorno di vacanza, spesso dimenticando che questa settimana ha un significato ben più profondo.

La Pasqua, anche se molti sembrano “sentirla” meno, è la festa fondativa del Cristianesimo, il suo momento più alto, quello che sancisce anche la nascita della Chiesa e la differenzia dall’ebraismo. Per tutta la sua vita, Gesù si è comportato come un perfetto ebreo: è andato al tempio, ha pregato, ha seguito i precetti dettati dal Levitico. È la sua morte a fare la differenza, senza dubbio alcuno.

Spesso la Pasqua cristiana viene sovrapposta a quella ebraica. L’equivoco nasce perché prima del suo arresto Gesù celebrò Pesach, ma anche per l’assonanza tra le parole Pesach (ebraico) e Pascha (greco). In realtà le due festività hanno origini e significati molto diversi.

La “Pascha” dei cristiani (dal greco “patire”) celebra la passione di Gesù e culmina con la sua resurrezione. La Pesach ebraica è, letteralmente, la festa del “passaggio”, e ricorda un episodio biblico legato all’ultima delle piaghe divine abbattutesi sul paese, quella della morte dei primogeniti. Secondo il libro dell’Esodo, su indicazione di un angelo, gli ebrei avrebbero segnato le loro porte con sangue d’agnello, dando alla loro modo di riconoscere le famiglie da non punire. Mosè guidò i suoi connazionali fuori dalla terra dei faraoni per condurli nella terra di Caanan, quella promessa da Dio.

La Festa del Passaggio è il simbolo della fine della schiavitù degli ebrei in Egitto, l’inizio di un percorso verso una vita meno sofferta, senza dominazioni, con una casa propria.

Sebbene le leggi di tutti i paesi del mondo la vietino, la schiavitù è ben lontana dal poter essere considerata un capitolo chiuso. Sfruttamenti, violenze e sopraffazione sono ancora all’ordine del giorno. Dopo decenni di lavoro, in cui abbiamo cercato di portare sollievo a chi viveva situazioni come queste, abbiamo realizzato che senza una vera volontà le parole scritte hanno ben poco significato. Benchè la strada verso la parità dei diritti sia lastricata di buona intenzioni, resta lunga e impervia.

Per chiunque volesse dare a un bambino la possibilità di un passaggio migliore, la donazione è sempre il modo ideale. Noi di HelPeople Foundation ne faremo uno strumento per migliorare la vita delle persone che ci chiederanno aiuto.

Il nostro augurio per una buona Pasqua quest’anno va a chi purtroppo è schiavo, perché possa ribellarsi, essere libero e vivere una personale festa del passaggio.

HelPeople Foundation Onlus

Da oltre 25 anni assistiamo i bambini in Italia e nei Paesi dove il degrado socio-economico e culturale lo richiede. Ogni giorno, ci impegniamo con volontà e dedizione per donare loro un futuro più sereno.
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