Ti racconto una storia Erga Omnes

Volontariato e Coronavirus: conosciamo Erga Omnes

Viviamo tempi difficili, ma allo stesso tempo il nostro è un Paese dove il volontariato, la solidarietà e la capacità di aiutare chi ne ha bisogno non è mai venuta meno. Nemmeno nei tempi più complicati, come quello attuale figlio del Coronavirus (Covid-19). Per questo abbiamo pensato di conoscere la realtà del nostro Paese, quali sono quelle che operano a livello sociale e come stanno reinventando la loro missione in un contesto di quarantena e di reclusione forzata.

Associazione Erga Omnes di Chieti

Associazione Erga Omnes di Chieti

Per questo abbiamo intervistato Pasquale Elia, psicologo e formatore, presidente dell’Associazione di volontariato Erga Omnes di Chieti. L’associazione è nata dalla “passione altruistica di studenti universitari, neo-laureati e professionisti” con l’obiettivo di raggiungere un “arricchimento globale per la crescita personale e professionale, attraverso il confronto e lo scambio di idee, dando voce a tutti coloro che non riescono a trovare uno spazio dove esprimersi, dove mettere in atto le proprie potenzialità”.

Origini e mission dell’associazione Erga Omnes

Pasquale, come nasce e come si sviluppa la vostra associazione?

«Erga Omnes si è allargata nel tempo perché gli studenti che hanno fondato l’associazione sono poi diventati professionisti, inseriti nel mondo del lavoro, prevalentemente nel campo psico-sociale. Per questo molti di noi sono psicologi, formatori, professionisti nell’ambito psicologico e sociale»

Di cosa vi occupate prevalentemente?

«La nostra mission è quella di offrire servizi alla cittadinanza in ambito psico-sociale, oltre a permettere agli studenti universitari di formarsi nel mondo del volontariato. Fare quindi delle attività che permettano di trasformare il sapere acquisito nell’università, in “saper essere” e “saper fare”. Il nostro obiettivo è quello di offrire dei servizi a favore di tutti senza alcun tipo di discriminazione»

Quasi dieci anni di lavoro

A oggi la vostra associazione è operativa da quasi dieci anni; i risultati devono essere quindi positivi e costanti?

«Sì, i risultati sono positivi anche grazie alla collaborazione con altre associazioni, enti e istituzioni; fare rete è la cosa più importante in assoluto, in quanto da soli non si va da nessuna parte. In questo modo offriamo alla cittadinanza dei servizi grazie ai quali il Comune va a potenziare l’area delle politiche sociali»

Puoi farci qualche esempio di quello che fate abitualmente?

«Facciamo varie iniziative nella nostra sede di Chieti Scalo con turni, dal lunedì al sabato, tramite le quali offriamo supporto psicologico, orientamento universitario e al lavoro, doposcuola, corsi di formazione e convegni, attività per bambini e ragazzi con disabilità che vanno dal potenziamento cognitivo alla musicoterapia. Inoltre abbiamo un progetto, che abbiamo chiamato “Una chiave” nel quale facciamo aggregazione a ragazzi con la sindrome di Asperger, autismo e altre patologie, dando loro la possibilità di sentirsi accettati e all’interno di un ambiente sociale adeguato. Un altro progetto attivo si riferisce al supporto alle donne in rosa e ai loro caregivers, oltre alla sensibilizzazione sulla tematica del tumore al seno».

In questi anni, invece, quali sono state le maggiori difficoltà?

«Criticità maggiori sono quelle legate alla raccolta fondi. Cerchiamo di sostenerci attraverso il 5×1000, la progettazione che facciamo e il tesseramento, in quanto chiediamo un simbolico contributo associativo, per venire incontro alle spese di gestione della struttura e per l’acquisto di materiale, senza togliere che i servizi che offriamo sono sempre gratuiti»

La risposta per il territorio

Il lavoro caratteristico delle onlus e delle associazioni di volontariato è quello nel territorio e a contatto con le persone. Le misure restrittive di queste settimane hanno inevitabilmente creato problemi anche a queste realtà. Con l’aggravante che si tratta di realtà che operavano già abitualmente verso persone in difficoltà. A una difficoltà potremmo dire ordinaria se ne è aggiunta anche una straordinaria. Qual è stata la risposta messa in campo da Erga Omnes? Ci sono state iniziative in questo senso?

«In un’emergenza come quella che stiamo vivendo in seguito alla pandemia di COVID-19, l’esposizione allo stress riguarda sia le famiglie e le persone confinate in casa, sia gli operatori sanitari chiamati a fronteggiare l’impatto dell’epidemia. È nato così un servizio gratuito di supporto psicologico telefonico, rivolto a tutti i cittadini che hanno bisogno di un sostegno per imparare a gestire dubbi, timori e paure che possono insorgere in ognuno di noi in questo periodo. Uno spazio di ascolto gestito dagli psicologi volontari di Erga Omnes, pronti a fare la loro parte in questa situazione di emergenza. Il servizio è attivo dal lunedì al sabato dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 18. Il numero di telefono da chiamare è il: 329 8263353»

Un modo per rimanere in contatto sfruttando le potenzialità dei moderni mezzi di comunicazione. Qual è stata la risposta a questa iniziativa?

«In questo periodo ci chiamano non solo gli studenti, ma anche molti anziani che purtroppo rimangono soli a casa e che hanno bisogno di esprimere le loro paure e di trovare sollievo. Il supporto telefonico è ovvio che ha dei suoi limiti perché vengono meno gli aspetti più completi della relazione umana, quale ad esempio l’ascolto attivo improntato maggiormente sulla comunicazione non verbale ed anche gli elementi che caratterizzano un setting psicologico»

Oltre al supporto telefonico avete trovato altre modalità per esercitare la vostra opera di volontariato?

«Collaboriamo con la protezione civile attiva nella distribuzione dei farmaci e della spesa a domicilio a supporto delle fasce deboli»

Una realtà, quella di Erga Omnes, che ha saputo reinventarsi e, seppur tra tante difficoltà, alcune anche non marginali, continua a essere operativa e a mettere a disposizione le proprie competenze e peculiarità. Per mantenere viva la propria vocazione di supporto a “quanti si trovano in condizione di svantaggio o a rischio di esclusione sociale”. Tanti quelli che oggi possono essere annoverati in questa definizione e verso i quali i volontari di Erga Omnes volgono la propria attenzione e dedizione per rendere meno pesanti i giorni e le conseguenze di questa quarantena.

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